Sorte degli ammutinati PDF Stampa E-mail
John Adam, Arruolatosi col nome di Alexander Smith l'unico ammutinato ufficialmente sopravvissuto
John Adam, Arruolatosi col nome di Alexander Smith l'unico ammutinato ufficialmente sopravvissuto

Gli ammutinati, dopo il tentativo di stabilirsi a Tubuai, ritornarono a Tahiti, dove imbarcarono viveri, 6 uomini (due da Tubuai), 12 donne ed una bambina, partendo poi alla ricerca di un nuovo rifugio, giungendo infine all’Isola di Pitcairn, un'isola scoperta da pochissimo le cui coordinate risultavano errate sulle carte di navigazione. Dopo aver dato alle fiamme il Bounty per impedire che potesse essere avvistato dalla marina britannica, gli ammutinati cercarono di fondare una nuova comunità.

Con il passare degli anni però sembra che i rapporti tra gli inglesi e i polinesiani, questi ultimi trattati come schiavi, cominciassero a logorarsi. Nell’autunno 1791 alcuni tahitiani si ribellarono e la pace fu ristabilita solo con l’uccisione di due di loro da parte di altri tahitiani. Nel settembre 1793 vi fu una nuova ribellione dei polinesiani, probabilmente fomentata dall’ex guardiamarina Edward Young. Durante la rivolta trovò la morte la maggior parte dell'equipaggio tra i quali (pare) lo stesso Fletcher Christian, insieme a John Williams, John Mills, Isaac Martin e William Brown. Tra i pochi inglesi rimasti in vita, John Adams, che a quel tempo usava ancora il falso nome di Alexander Smith con cui si era imbarcato sul Bounty, con lungimiranza riuscì a rappacificare le due etnie, compito semplificato dal fatto che tutti i polinesiani maschi erano stati uccisi. Negli anni a seguire morirono William McKoy, suicidatosi in modo anomalo, buttandosi ubriaco da una rupe con mani e piedi legati, Matthew Quintal, divenuto alcolizzato e pericoloso per la comunità e quindi eliminato da Young e Adams, ed infine Edward Young, per un attacco d’asma, lasciando Adams da solo con le donne ed i bambini. Tutto questo è fortemente congetturale in quanto le uniche testimonianze che abbiamo provengono proprio da Adams e da suoi discendenti. Nel 1808 una nave, l’americana Topaz del capitano Folger, riuscì a scoprire l'isola scovando i rifugiati. La marina britannica ignorò la notizia e nel 1814 due navi inglesi, Briton e Tagus, riscoprirono Pitcairn e la sua colonia. Il successo di Adams nell’instillare, durante gli anni da patriarca indiscusso, un profondo senso religioso nella comunità gli valse l’approvazione della puritana società inglese. La colonia di Pitcairn fu portata ad esempio di come tramite solo una Bibbia (e un libro di preghiere) anche un fuorilegge potesse convertirsi e costruire una comunità ,pacifica, serena ed invidiabile. Grazie a questo, gli isolani di Pitcairn furono “adottati” dalla marina britannica e, anche grazie all’aiuto offerto ad alcune navi naufragate nelle vicinanze, l’importanza di avere una colonia in mezzo al Pacifico fu riconosciuta e tutelata. Intanto alcuni marinai di passaggio decisero di fermarsi sull’isola, portando nuovo sangue e nuovi cognomi. Fra questi anche alcuni avventurieri che turbarono non poco l’armonia dell’isola, dopo la morte di Adams (5 Marzo 1829). Tuttavia, la popolazione di Pitcairn aumentò, tanto da destare la preoccupazione che le risorse dell’isola, non potessero essere tali da mantenere un così elevato numero di persone in caso di siccità o di altre catastrofi naturali. Pertanto fu decisa l’evacuazione di Pitcairn, i cui abitanti vennero trasferiti, nel febbraio 1831, a Tahiti, dove però le condizioni di vita, a causa delle imposizioni dei missionari, erano ben diverse da quelle di quarant’anni prima. Gli isolani furono decimati dalle malattie e, quando fu loro concesso di ristabilirsi a Pitcairn nel settembre 1832, 17 mancavano all’appello. Il 3 Maggio 1856 iniziò la seconda evacuazione.

La bibbia del Bounty in mostra alla chiesa di Adamstown (isola di Pitcairn)
La bibbia del Bounty in mostra alla chiesa di Adamstown (isola di Pitcairn)
L’organizzazione fu questa volta decisamente migliore: la destinazione scelta, Norfolk, era infatti un’isola disabitata nei pressi dell’Australia orientale, ex-colonia penale, più grande di Pitcairn e con maggiori risorse naturali. Circa 200 persone abbandonarono Pitcairn. Alcuni anni più tardi alcune famiglie, sedici Young nel 1859, altri 27 nel 1864, nostalgiche di quella che era ormai diventata la loro patria, fecero ritorno sull'isola dando vita ad una comunità tutt'oggi esistente. Il più celebre degli ammutinati, Fletcher Christian, dato per morto da John Adams, fu tuttavia sempre considerato una figura romantica e le teorie che lo vollero sopravvissuto alla guerra civile di Pitcairn, e addirittura tornato in Inghilterra sotto mentite spoglie, trovano tuttora un largo seguito.

 

Ancora oggi sull'isola vivono i pronipoti degli ammutinati, alcuni dei quali parlano un dialetto creolo derivato dall'inglese del XIX secolo, il pitkern. Cimeli del Bounty sono ancora ricercati dai collezionisti e sono presenti in numerosi musei.

Negli ultimi anni Pircairn è balzata nuovamente agli onori della cronaca per alcune vicende di stupro accadute sull’isola, che hanno portato alla condanna di 6 degli attuali 48 abitanti dell’isola. La linea di difesa di alcuni di questi accusati che, in quanto isolani del Pacifico e discendenti di fuorilegge, rinnegavano la legge inglese che li accusava, ha rischiato seriamente di compromettere la sopravvivenza dell’isola, ora più che mai legata agli aiuti garantiti dalla Nuova Zelanda ed, indirettamente dall’Inghilterra.