Storia dell'isola Pitcairn PDF Stampa E-mail

Pitcairn era abitata o per lo meno visitata di frequente dai popoli polinesiani nei secoli passati come provano incisioni nelle rocce. In seguito vi approdarono diversi esploratori portoghesi e inglesi (il nome è dovuto ad uno di questi ultimi). Ciò nonostante rimase deserta fino al 1790, anno in cui vi si stanziarono gli ammutinati del H.M.A.V. Bounty con le loro amanti tahitiane sotto il comando di Christian Fletcher. La prima preoccupazione degli ammutinati fu quella di dar fuoco alla nave il cui relitto è visibile oggi sul fondo dell'omonima baia. Agli inizi fu una comunità di ubriaconi senza legge ma fu addomesticata da John Adams l'ultimo degli ammutinati sopravvissuti che convertì alle regole del Cristianesimo donne e bambini. Dopo 24 anni l'isola fu riscoperta dagli Inglesi che permisero alla comunità di restarvi. Pitcairn fu la prima isola del Pacifico a diventare colonia britannica (1838) e ancora oggi costituisce l'ultimo vestigio dell'impero nel pacifico meridionale. In seguito il fenomeno dell'emigrazione, diretta verso l'isola di Norfolk e soprattutto verso la Nuova Zelanda unitamente al varo di leggi tendenti a limitare l'immigrazione ebbero l'effetto di ridurre la popolazione da un massimo di 233 persone nel 1937 a meno di 50 anime. Nel 2004 l'isola fu scossa da denunzie di abusi sessuali continui ai danni della popolazione femminile (comprese bambine preadolescenti). La conseguente indagine rivelò la fondatezza delle accuse e portò all'arresto di sei persone. Oggi più che mai la popolazione di Pitcairn, già ai limiti dell'autosufficienza, è minacciata di estinzione.